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Il tuo chatbot deve dichiarare di essere un'AI? Le nuove regole di trasparenza

3 luglio 2026

Risposta breve: sì, dal 2 agosto 2026. Da quella data si applica l'articolo 50 dell'EU AI Act: chi gestisce un chatbot o un assistente AI sul proprio sito deve far sapere al visitatore, al più tardi al primo contatto, che sta parlando con un'intelligenza artificiale. E i contenuti generati dall'AI (testo, immagini, audio) devono essere contrassegnati come tali in un formato leggibile dalle macchine. Questo riguarda praticamente ogni e-commerce che usa un widget di chat o testi generati dall'AI.

A chi si applica?

L'AI Act distingue tra fornitori (chi costruisce i sistemi di AI, come OpenAI o il tuo fornitore di chat) e utilizzatori (le aziende che impiegano l'AI di un'altra parte, nella legge chiamati "deployer"). Un e-commerce con un chatbot AI di Shopify, Intercom o Tidio è un utilizzatore, e gli obblighi di trasparenza valgono anche per gli utilizzatori nel momento in cui la loro AI parla con il pubblico o crea contenuti destinati al pubblico.

Una differenza importante rispetto all'European Accessibility Act: l'articolo 50 non prevede alcuna eccezione per le piccole imprese. Mentre l'EAA esonera le microimprese (meno di 10 dipendenti e sotto i 2 milioni di euro di fatturato) per i servizi, l'obbligo di trasparenza sull'AI vale a prescindere dalle dimensioni dell'azienda.

Che cosa fare in concreto, e da quando?

  • Già in vigore (dal 2 febbraio 2025): l'alfabetizzazione sull'AI. L'articolo 4 richiede che il personale che lavora con l'AI ne abbia una comprensione sufficiente. Nessun esame, ma una conoscenza di base dimostrabile, adeguata al modo in cui usi l'AI.
  • Dal 2 agosto 2026: l'avviso del chatbot. Il visitatore deve sapere, al più tardi al primo contatto, che sta parlando con un'AI. Un avviso chiaro all'interno o sopra la finestra di chat è sufficiente; nascosto nei termini e condizioni no.
  • Dal 2 agosto 2026: il contrassegno dei contenuti AI. I contenuti generati o manipolati dall'AI devono essere contrassegnati in un formato leggibile dalle macchine. Per i sistemi generativi già presenti sul mercato prima di quella data è previsto un periodo transitorio fino al 2 dicembre 2026.
  • I deepfake e i testi AI rivolti al pubblico devono essere etichettati in modo visibile.

La violazione di questi obblighi di trasparenza comporta sanzioni fino a 15 milioni di euro o il 3% del fatturato annuo mondiale, applicabili dall'autorità nazionale di vigilanza competente.

Che cosa puoi già sistemare oggi?

  1. Fai l'inventario della tua AI. Quale widget di chat è attivo, ed è basato sull'AI? Usi l'AI per i testi dei prodotti, le traduzioni o le immagini? Metti per iscritto che cosa usi, da quale fornitore e per quale scopo. Quel quadro d'insieme sarà la tua prova.
  2. Verifica il tuo fornitore di chat. Chiedi se il widget mostra un avviso AI al primo contatto e se è attivo. Presso molti fornitori è una semplice impostazione, non un intervento tecnico.
  3. Contrassegna i contenuti AI. Chiedi ai tuoi strumenti un contrassegno leggibile dalle macchine (ad esempio i metadati C2PA) ed etichetta i testi AI che mostri al pubblico.
  4. Forma il team quel tanto che basta. Una spiegazione breve e messa per iscritto su ciò che la tua AI può e non può fare copre in gran parte l'obbligo di alfabetizzazione per una piccola organizzazione.

Preferisci non occupartene di persona? È esattamente ciò che fa la verifica di trasparenza AI di Seviranta: controlla in modo continuo che l'avviso del tuo chatbot e il contrassegno dei contenuti siano corretti, con la soluzione concreta già inclusa, a 29 euro al mese (IVA esclusa), con il tuo piano o separatamente. Scopri la verifica di trasparenza AI.

La sovrapposizione con l'accessibilità

C'è un punto di contatto che spesso sfugge: un chatbot non deve soltanto dichiarare di essere un'AI, deve anche essere utilizzabile da tutti. Un widget di chat che non si può usare da tastiera o che non ha un nome per lo screen reader non supera l'European Accessibility Act, esattamente gli errori che troviamo ogni giorno nelle nostre scansioni. Chi vuole mettere a posto il proprio chatbot fa bene a sistemare entrambe le cose in una volta sola: l'avviso AI e l'accessibilità.

A che punto siamo oggi

La Commissione europea sta ancora lavorando alle linee guida e a un codice di condotta per l'articolo 50; alcuni dettagli attuativi possono quindi ancora cambiare, e a Bruxelles si discutono pacchetti di semplificazione che potrebbero incidere sulle date. Questo articolo riporta la situazione a luglio 2026, con le fonti qui sotto. Per una consulenza legale sulla tua situazione specifica, rivolgiti a un avvocato.

La verifica di trasparenza AI di Seviranta lo fa al posto tuo: lo stesso approccio della nostra scansione di accessibilità, ma applicato alle regole sull'AI. Controllo continuo, la soluzione concreta, un registro AI come prova e un monitoraggio che intercetta i nuovi widget prima dell'autorità di vigilanza. A 29 euro al mese (IVA esclusa; con il piano annuale, 2 mesi gratis), con il tuo piano Seviranta o separatamente, anche senza piano. Scopri e attiva la verifica di trasparenza AI. E non dimenticare: il tuo chatbot deve essere accessibile già oggi ai sensi dell'EAA, e questo lo verifichiamo già ora. Scansiona il tuo sito gratis.

Fonti: Articolo 50, EU AI Act · Cronologia di attuazione dell'AI Act · Commissione europea: linee guida e codice di condotta per un'AI trasparente