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L’European Accessibility Act: per chi lo fai davvero?

La normativa sull’accessibilità non è un dispetto di Bruxelles. Attua una convenzione ONU sui diritti umani di cui fa parte quasi tutto il mondo, per un gruppo di clienti più grande di quanto pensi la maggior parte degli imprenditori. In questa pagina: chi sono queste persone, come usano il web e come la convenzione è diventata legge.

Come ovunque su questo sito: ogni cifra qui sotto ha una fonte primaria (WHO, ONU, Eurostat, Commissione europea, W3C) e le stime le chiamiamo stime.

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Per chi esiste davvero questa legge?

Nel mondo, secondo le stime, 1,3 miliardi di persone vivono con una disabilità significativa, il 16% della popolazione mondiale (WHO, 2022). Nell’UE più di 1 adulto su 4 dichiara una disabilità moderata o grave; la Commissione europea calcola circa 87 milioni di persone. Le cifre differiscono per definizioni e anni di rilevazione, per questo le citiamo entrambe, con la fonte.

1 su 6

persone nel mondo vive con una disabilità significativa (WHO, stima, 2022)

1 su 4

adulti nell’UE dichiara una disabilità (Consiglio dell’UE / Eurostat, autodichiarazione)

±87 milioni

persone con disabilità nell’UE (Commissione europea, strategia 2021-2030)

La disabilità è uno spettro, e riguarda anche il tuo cliente

Una disabilità è raramente “sì o no”. Il noto modello dell’Inclusive Design toolkit di Microsoft mostra che la stessa scelta di design aiuta tre gruppi allo stesso tempo:

Permanente

Una persona con un solo braccio usa il tuo sito con una mano, sempre.

Temporanea

Una persona con un polso rotto fa esattamente lo stesso per sei settimane.

Situazionale

Un genitore con un bambino in braccio, o un cliente con il sole pieno sullo schermo, oggi tu, domani chiunque.

Le cifre meglio documentate per tipo: almeno 2,2 miliardi di persone nel mondo hanno una disabilità visiva e oltre 1,5 miliardi una forma di perdita dell’udito (WHO, stime). Nell’UE il 20,3% degli over 16 dichiara difficoltà a vedere e il 18,5% a camminare (Eurostat, 2022). Per le disabilità cognitive non esiste un totale affidabile da fonte primaria, quindi non ne inventiamo uno.

Come le persone con disabilità usano il tuo sito

L’accessibilità è concreta: decide se questi strumenti e strategie funzionano sul tuo sito o si bloccano (classificazione: W3C WAI).

Screen reader

Leggono la pagina ad alta voce o la inviano a un display braille. Funzionano solo se intestazioni, testi alternativi ed etichette sono corretti nel codice. Nel più grande sondaggio tra gli utenti (WebAIM, 1.539 partecipanti) JAWS e NVDA sono i più usati, e i CAPTCHA sono da anni l’ostacolo principale.

Navigazione da tastiera

Molte persone con disabilità motorie o visive non usano il mouse ma solo la tastiera. Richiede un focus visibile e un ordine di tabulazione logico.

Ingrandimento e contrasto

Ingranditori di schermo, zoom del browser e colori personalizzati per persone ipovedenti o sensibili alla luce. Richiede layout che non si rompano con lo zoom e un contrasto sufficiente.

Sottotitoli e audiodescrizione

I sottotitoli rendono i video utilizzabili per le persone sorde o con problemi di udito, e per chiunque guardi senza audio. L’audiodescrizione racconta le informazioni visive agli utenti ciechi.

Controllo vocale

Comandare e dettare con la voce, ad esempio in caso di disabilità motoria o RSI. Richiede pulsanti e link visibili e denominati in modo coerente.

Controllo tramite switch

Uno o pochi interruttori fisici con cui le persone con disabilità motorie gravi scorrono le opzioni di un’interfaccia e scelgono. Richiede piena accessibilità da tastiera.

Quanto spesso va storto? Nell’analisi annuale di WebAIM su 1 milione di homepage più popolari, il 95,9% presentava errori WCAG rilevabili automaticamente, in media 56 per pagina (2026). E sono solo gli errori che una macchina può vedere.

Attenzione: proprio questi strumenti, controllo vocale, controllo a scansione, possono entrare in conflitto con un overlay JavaScript sovrapposto al tuo sito. L’Overlay Fact Sheet sottolinea che uno strato del genere spesso non rimuove la barriera reale e può intralciare le tecnologie assistive.

E quel 95,9%? Lo risolviamo insieme.

Gli errori che bloccano strumenti come gli screen reader si annidano in profondità nel codice sorgente. Un widget overlay temporaneo non lo risolve. Seviranta analizza la tua piattaforma in modo continuo alla ricerca esattamente di questi errori WCAG critici e fornisce al tuo team le correzioni di codice concrete per ripararli per sempre. È così che il tuo sito resta davvero utilizzabile per quel 1 consumatore su 6.

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Come la convenzione è diventata legge

L’European Accessibility Act non è un’idea estemporanea, ma l’attuazione di una convenzione sui diritti umani di cui fa parte quasi tutto il mondo. Il filo si può leggere direttamente nella legge stessa.

  1. 2006

    L’ONU adotta la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CRPD). L’articolo 9 impone l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, su base di uguaglianza.

  2. 2008

    La convenzione entra in vigore. Oggi ne fanno parte oltre 190 Paesi e la stessa UE, quasi tutto il mondo.

  3. 2011

    L’UE stessa aderisce alla convenzione, il primo trattato sui diritti umani che vincola l’Unione nel suo complesso. Da quel momento l’accessibilità è un obbligo giuridico dell’UE, non solo una politica.

  4. 2016

    Web Accessibility Directive (2016/2102): i siti e le app della pubblica amministrazione devono essere accessibili, con specifica tecnica nella norma EN 301 549.

  5. 2019

    European Accessibility Act (2019/882): la stessa logica per il mercato, e-commerce, banche, e-book, interfacce di trasporto, terminali di pagamento e altro.

  6. 2025

    Attiva ora: applicazione

    Dal 28 giugno 2025 l’EAA si applica: l’accessibilità è un requisito di accesso al mercato in tutti i 27 Stati membri.

  7. 2030

    Fine del periodo transitorio: entro il 28 giugno 2030 anche i servizi già esistenti prima del 2025 dovranno essere conformi.

This Directive defines persons with disabilities in line with the United Nations Convention on the Rights of Persons with Disabilities, adopted on 13 December 2006 (UN CRPD), to which the Union has been a Party since 21 January 2011 and which all Member States have ratified.

Considerando 3 dell’EAA, che collega la legge direttamente alla convenzione ONU. I considerando da 12 a 16 fanno lo stesso (verificato nel testo ufficiale, giugno 2026).

Per chi vende in tutta l’UE, l’EAA è soprattutto armonizzazione: senza questa legge ogni Stato membro adempirebbe il proprio obbligo convenzionale con regole proprie e divergenti, 27 regolamenti invece di uno.

Cosa significa per te come imprenditore

La tua clientela invecchia insieme al mercato

Il 21,6% della popolazione UE nel 2024 aveva più di 65 anni; intorno al 2050 si prevede circa il 30% (Eurostat, proiezione). E le disabilità aumentano fortemente con l’età: dal 3,4% dei 16-44enni al 22,7% degli over 65 con gravi difficoltà nelle attività di base. L’accessibilità non è una nicchia, è demografia.

Un unico regolamento per tutta l’UE

Dal 28 giugno 2025 la conformità all’EAA è un requisito di accesso, tra l’altro per l’e-commerce, in tutta l’UE. Chi è in regola, lo è in un colpo solo in 27 Paesi. Guarda cosa vale in ogni Paese

Meglio per ogni visitatore

Focus visibile, buon contrasto, sottotitoli e pulsanti chiari aiutano anche il cliente con un polso rotto, su un treno rumoroso o in pieno sole. Lo affermiamo senza percentuali di conversione inventate, segue direttamente dallo spettro qui sopra.

Cosa dicono davvero i numeri

In questo settore circolano grandi numeri senza una fonte primaria rintracciabile, su visitatori che abbandonano, miliardi di fatturato perso e posizioni migliori su Google. Noi, di proposito, non li usiamo. Ogni cifra di questa pagina viene da una fonte primaria, le stime sono indicate come stime e l’elenco completo delle fonti è qui sotto.

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